Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino



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ODCEC di Torino - Lettera agli Iscritti - 31 dicembre 2021

31 Dicembre 2021

Care Colleghe, cari Colleghi,

si chiude oggi un anno - il 2021 - certamente particolare tanto per il nostro sistema sociale, caratterizzato da una pandemia condizionante, quanto per il sistema economico italiano, sospeso tra i postumi di una crisi devastante e le prospettive di un significativo rilancio, grazie all’attesa di aiuti nazionali ed europei senza precedenti.

In questa situazione, non possiamo dimenticare che, se gli scenari che andranno ad aprirsi davanti a noi potranno certamente trarre nuovi stimoli dalle speranze del PNRR, le prossime scelte alle quali siamo tutti chiamati condizioneranno il futuro dei nostri figli, ai quali rischiamo di lasciare uno zaino molto pesante, ma anche quello della nostra Professione, che deve necessariamente evolvere.

Abbiamo vissuto, in un momento storico molto complesso, un cambiamento silenzioso ma continuo della figura del Commercialista e dell'Esperto Contabile che, da soggetto riconosciuto e stimato dalla propria clientela e dalle diverse Istituzioni con le quali si è interfacciato, ha progressivamente perso smalto e appeal, soprattutto per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro e tendono a non percepirla più come una scelta affascinante.

Occorre allora capire le ragioni di questa situazione e le sue possibili medicine.

Aldilà dell’evidente modifica del mondo del lavoro, che ha sacrificato le iniziative medio piccole che caratterizzavano il nostro territorio a vantaggio di una cavalcante globalizzazione, dobbiamo pensare che la costante rincorsa al rispetto dei mille adempimenti cui siamo sottoposti per i nostri clienti, che tra l’altro spesso non li apprezzano dovutamente, ci sta facendo perdere la visione prospettica di una Professione che, viceversa, può rappresentare un fantastico booster per l’evoluzione dell’economia, riportando la figura del Commercialista e dell'Esperto Contabile  al rango che merita, senza necessariamente ricorrere ad una difesa corporativistica ormai superata dai tempi.

Dopo aver permesso, tra l’altro, all’Amministrazione Finanziaria, grazie al nostro gratuito supporto e senza ricevere in cambio alcuna esclusiva, di evolvere verso una transizione tecnologica sicuramente necessaria, ora dobbiamo smettere di pensare solo e sempre agli altri per accrescere quel poco di tempo che spesso ci rimane dopo aver gestito i mille incombenti di studio e fatto sentire quella pur ridotta presenza che le nostre famiglie meritano (spesso senza successo), e provare a ragionare su come la nostra Professione possa ancora essere (e lo può certamente!), oltre che affascinante, utile alle nostre aziende, e non da ultimo remunerativa per noi stessi, e non solo economicamente.

Le prospettive che sembrano arridere al prossimo futuro, la transizione verso la sostenibilità e la nostra capillare presenza a fianco di ogni iniziativa imprenditoriale, possono e debbono essere riviste e declinate in maniera ancor più costruttiva, per continuare a mettere a terra, pur con prospettive diverse, il nostro grip sull’economia del territorio.

Ma il tempo non è più molto e, nonostante Torino continui ad essere fortunatamente un’isola felice per la Professione, grazie alla semina di chi ci ha preceduti (Aldo) e allo sforzo di chi ci assicura un supporto costante (Lorella e la segreteria), la perdurante carenza dei nostri rappresentanti nazionali sui tavoli aperti per il prossimo futuro da un Governo finalmente stabile e riconosciuto in ambito internazionale (crisi d’impresa, evoluzione fiscale, adeguamento di ogni normativa ai più semplici requisiti del buon senso) rischia di rendere inefficace anche il più virtuoso degli impegni.

Ma non intendiamo scaricare semplicemente sugli altri ogni responsabilità, bensì vogliamo provare a proseguire, come abbiamo cercato di fare sino ad oggi, nel coagulare gli sforzi, le prospezioni e le iniziative di ciascuno di noi per far evolvere, almeno sul nostro territorio, la funzione della figura peculiare del Commercialista e dell'Esperto Contabile nella quale continuiamo a credere, con il confronto, lo studio, il dibattito che la nostra sede di via Carlo Alberto, 59 e, ultimamente, anche i sistemi di interazione a distanza, permettono di creare.

Occorre però che lo sforzo prosegua anche nei nostri studi con un sano ed evolutivo confronto con i nostri dipendenti, collaboratori e praticanti, al fine di perseverare in quell’evoluzione culturale che possa tornare a rendere la nostra Professione stimolante e attrattiva.

In questo senso ci auguriamo che il nuovo anno che va ad aprirsi possa rappresentare, oltre che per i risultati attesi dagli immensi fondi pubblici che dovrebbero essere messi a disposizione della collettività e che non vanno certo sprecati, e per lo sperato superamento del COVID, un miglioramento delle condizioni di vita di ciascuno di noi.

Le prossime elezioni degli organi locali della nostra Professione non possono che costituire un’ottima occasione per nominare un Consiglio dell’Ordine che possa sviluppare nel quadriennio 2022-2025 un piano di azione in grado di stimolare ed accompagnare questa evoluzione.

Spero mi permettiate di concludere, ringraziando i membri del Consiglio dell’Ordine e del Collegio dei Revisori in scadenza, unitamente a tutte le altre istituzioni che hanno all’unisono operato nel passato quinquennio (sic!) per la fattiva collaborazione e la bellissima sintonia venutasi a creare e così: il Consiglio della Fondazione Piccatti Milanese, il Consiglio di Disciplina, le Commissioni Istituzionali, i Gruppi di Lavoro, i Delegati delle Casse di Previdenza, i membri di Commissioni Nazionali, i rappresentanti locali del CNDCEC e della CNPR e tutti quelli che, a diverso titolo, hanno sempre permesso all’Ordine di Torino di continuare ad essere considerata un’eccellenza riconosciuta e stimata, anche grazie al confronto sempre costruttivo con le altre Istituzioni locali, ed in particolare con le Università, di cui ringraziamo tutte le persone con le quali abbiamo alacremente operato in questi anni.

Non è stato facile; il confronto con il passato era certamente arduo, ma ne è valsa la pena.

Grazie di cuore e buon anno.

Luca Asvisio