Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino



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ODCEC di Torino - Circolare informativa 76/2018 in data 3 settembre 2018

3 Settembre 2018

Care Colleghe, cari Colleghi,

chissà se sarà un autunno come quelli che si sono sin qui succeduti, quello che ci apprestiamo ad affrontare?

La complessa situazione politica, e ancor più l’incertezza economica che, in concomitanza con il periodo estivo, viene acuita da tempeste speculative ed imprevedibili foschi scenari sul futuro, mette a dura prova le certezze di ogni famiglia.

Questa generale situazione di insicurezza non tralascia la nostra Professione che sta subendo, ormai da anni, un cambiamento inarrestabile.

La crescita esponenziale di adempimenti di cui non riusciamo a riconoscere l’utilità, la riduzione del valore percepito delle nostre prestazioni e la crisi dell’impresa in senso lato, che cambia gli scenari di mercato, ci impongono degli interrogativi.

Possiamo pensare che la nostra Professione possa continuare a rimanere quella che sino a ieri ci ha permesso, e soprattutto ha permesso ai nostri Maestri, di vivere comunque bene per molti decenni, o dobbiamo cercare di prevenire una diffusa globalizzazione che tocca in maniera tangibile anche i nostri studi?

Non vuole essere questo un pessimistico grido di dolore ma un invito a ricercare e trovare nuovi spunti di crescita, per adeguarci ad un mercato che corre sempre più velocemente e non riconosce rendite di posizione.

Se il Commercialista sembra destinato a non essere più quello di un tempo, siamo certi, infatti, che la nostra conoscenza del mondo economico e la razionalizzazione degli sforzi che ci portano ad arrivare a fine luglio letteralmente bolliti, può e deve spingerci a cercare nuovi sbocchi, nuove sfide, anche solo per un doveroso senso di dignità verso di noi e le nostre famiglie.

Una Professione che, con una declinazione così ampia come in Italia non esiste in altro paese europeo - nei quali, viceversa, si suddivide tra esperti contabili e avvocati d’affari -  ha bisogno di stimoli continui e nuove prospettive, ma può combattere e vincere le sfide del futuro.

Nella nostra visione, l’Ordine rappresenta il catalizzatore di queste istanze e può fungere, al tempo stesso, da cassa di risonanza e da incubatore di nuovi progetti che possono prendere spunto e forma dalla preziosa attività dei gruppi di lavoro. Questi, da oltre venti anni, ma nuovamente negli ultimi mesi, rappresentano la sede acconcia per sviluppare nuove energie e caratterizzare l’opera – come sempre gratuita – degli Iscritti.

Sulla base di queste idee, proveremo quindi a sottoporVi nuove linee di attività mediante le quali cercare di intersecare le diverse spinte di cui è capace la Professione, al fine di trovare nuovi sbocchi e provare a cavalcare i nuovi ambiti che le norme impongono.

La revisione allargata, la privacy, la riforma del terzo settore, l’applicazione del controllo di gestione e del business plan, la consulenza finanziaria, l’antiriciclaggio, l’organizzazione dell’amministrazione digitale sono solo alcune delle materie che, viste con comprensibile diffidenza al loro apparire, possono viceversa rappresentare nuovi settori di attività in grado di sopperire alla conclamata riduzione degli adempimenti contabili che, anche se non fossero destinati a restringersi, subiscono comunque una più ampia concorrenza in termini di costi e di soggetti ad essi rivolti.

Ed in questo senso, al di là della giusta battaglia contro l’abusivismo che sino ad oggi purtroppo non ha dato alcun risultato tangibile, la migliore risposta sta nella ricerca di un’esclusiva che, se non può essere riconosciuta per legge, può essere almeno affermata di fatto, grazie alla professionalità che solo la formazione, personale ed ordinistica, può assicurare ad una clientela che, pur in una dialettica economica, può e deve riscontrare la differenza dei servizi resi dagli Iscritti che si adeguino a questi postulati.

Non è uno sforzo certo semplice, che richiede energie che, spesso, sono dedicate a quegli adempimenti che continuano ad accumularsi sulle nostre scrivanie, ma rappresenta il significato più proprio di quella eredità che il compianto Aldo Milanese ha voluto lasciarci: promuovere un Commercialista aperto al mondo delle altre Professioni e delle principali Istituzioni della Città e del Paese, per ritagliare un ruolo sempre più autorevole per gli Iscritti e nuovi ambiti di attività che non siano basati sull’autoreferenzialità ma sulle capacità professionali e sul riconoscimento da parte dei terzi delle nostre giuste istanze.

Proveremo, unitamente al Consiglio della Fondazione Piccatti – Milanese,  a coltivare questo seme con l’aiuto di tutti, cercando di difendere nelle sedi opportune, senza fragori mediatici ma con spirito costruttivo, i nostri diritti e le nostre prerogative.

In questo senso, anche lo sportello del Presidente è, come sempre, a Vostra disposizione per segnalare proposte, indicare criticità, personali o di Categoria, ed in generale condividere problematiche, per sentirci uniti e comunque meno soli.

Buon rientro.

per il Consiglio dell'Ordine, Luca Asvisio